La Politica di una volta deve fare attenzione

Questo giornale ha provato per tutto l’anno a farvi riflettere sul vero tema dell’Italia di oggi: e cioè che – accanto al sistema politico che conosciamo, quello del centro-sinistra contro il centro-destra – sta emergendo una maniera diversa d’intendere la politica, e cioè l’attivismo dei grillini.

Ho scritto più volte questa cosa, e l’abbiamo spiegata sempre di più e sempre meglio: la vera sfida – oggi – non è più tra centro-sinistra e centro-destra, ma è tra la politica di una volta e quella senza giacca e cravatta del Movimento Cinque Stelle.

I risultati del primo turno delle Amministrative descrivono l’Italia di oggi: c’è chi crede ancora nella politica di una volta (Milano e Bologna), c’è chi non ci crede più (Roma e Napoli). Questo virus giunge sino a Torino, capitale della vecchia industria – dove al ballottaggio Fassino se la vedrà contro Chiara Appendino (del Movimento Cinque Stelle), mentre il centro-destra è morto.

La politica di una volta deve fare attenzione.

In queste ore i politici diranno tutto e il contrario di tutto, ma voi non dovete abboccare alle parole di circostanza dette davanti alla tv: la verità è che c’è grande preoccupazione, perché – se queste fossero elezioni che assegnano il governo del Paese – il Movimento Cinque Stelle avrebbe in pugno tante sacche di voto.

Virginia Raggi

Virginia Raggi

È vero: De Magistris non è del Movimento Cinque Stelle. Ma è come loro, se non più radicale ancora. E il voto dei napoletani a De Magistris non è un voto di protesta, ma è un voto di conferma dopo cinque anni d’amministrazione. Dunque un voto consapevole. Dunque un voto pericoloso.

E così, risalendo la penisola, ecco che questo attivismo – dalla Napoli del sindaco De Magistris – riesce a risalire fino a Roma: dove una splendida e preparatissima Virginia Raggi, del Movimento Cinque Stelle, sta per diventare sindaco donna della capitale d’Italia.

E – come appunto dicevamo prima – ecco che a Torino la seconda classificata è Chiara Appendino, che forse al ballottaggio perderà con Fassino, ma che dimostra come il Movimento sia giunto sino alle porte del potere.

La politica di una volta deve fare attenzione.

Sala e Parisi

Parisi e Sala

L’esempio di Milano è l’unico esempio da cui ripartire. A Milano la politica di una volta candida due cavalli di razza, che però non sono ammuffiti politici di professione, ma sono invece due grandi manager: Beppe Sala e Stefano Parisi. Due che non dicono banalità. Due che hanno fatto i fatti, nella propria carriera. Due che hanno presentato programmi, proposte, concretezza.

Non importa chi vincerà tra i due: importa che la politica di una volta deve affidarsi a persone così, altrimenti sarà del tutto surclassata dall’attivismo dei grillini o di quelli come De Magistris.

Perché il popolo giudica: e – di fronte a quanto accade – prende le sue decisioni. Vent’anni fa il popolo abbandonò la vecchia politica e si affidò a Silvio Berlusconi. Vent’anni dopo il popolo ha evidenti e comprensibili resistenze a fidarsi di Beppe Grillo: ma questa possibilità esiste.

Dunque la politica di una volta deve fare attenzione.

Come vedete non commento la sfida tra centro-sinistra e centro-destra: perché non m’interessa. Quella è una sfida interna, dentro il Potere stesso. È una sotto-sfida, che riguarda le realtà delle città, e gli equilibri di potere anche futuri. La sotto-sfida tra centro-sinistra e le cosiddette anime del centro-destra dovrebbe invece fare seriamente i conti col fenomeno macro-politico spiegato nelle righe precedenti.

Che differenza c’è tra Giachetti e la Meloni…? È normale che, se hai due candidati così, arrivi secondo e terzo. Giachetti e Meloni sono buoni per gestire un ristorante di Trastevere, ma rispetto a Sala e Parisi viene solo da sorridere: per questo la gente ha preferito la Raggi.

Ed è cavalleria rusticana pure quando seguiamo Lettieri e Valente, che hanno combattuto a Napoli per giungere secondi, perché due così non potevano arrivare primi: anche davanti a questi due candidati viene solo da sorridere, per questo la gente ha preferito De Magistris.

A Roma e Napoli la politica di una volta non aveva speranze di arrivare al primo posto.

A Torino e Bologna Fassino e Merola sono favoriti dalla grande tradizione di questi due territori e di queste due città, ma Grillo ha rischiato di andare al ballottaggio a Bologna e c’è riuscito, per l’appunto, a Torino.

La politica di una volta deve puntare su persone come Sala e Parisi. Mentre la sfida interna tra loro due, che appassiona molti miei amici di Milano, come detto mi appassiona invece meno: sono bravissimi tutti e due. Non vedo significative differenze (sia nel bene, sia nel male) tra la classe dirigente proposta dal centro-sinistra e quella proposta dal centro-destra: senz’altro la continuità di Sala con Renzi la giudico un vantaggio, ma nello stesso tempo anche Parisi può far bene. Si tratta di una sfida interna, dentro il Potere stesso, e la seguo con curiosità.

Questo è il quadro.

SWITZERLAND-TECHNO PARADESiamo in un momento storico nel quale da un lato abbiamo la politica tradizionale che arranca, e dall’altro la politica degli attivisti che avanza. Sono quegli attivisti che in Francia votano Le Pen, che in Inghilterra votano per la Brexit (occhio al referendum del 23 Giugno), che in Spagna votano Podemos (occhio alle elezioni del 26 Giugno), che in Austria hanno votato le estreme, e che anche in America sentono di favorire Trump (o Sanders) anziché Hillary Clinton.

Questo è un momento storico molto delicato, e la politica di una volta dev’essere brava nel gestirlo. Al momento la politica di una volta lo contiene a stento, prova n’è la volontà di non far votare anche di lunedì, e un’altra prova n’è la mancata precettazione degli scioperanti delle autostrade (in diversi non sono potuti andare a votare per via dello sciopero degli addetti ai caselli, cosa clamorosa che i media tradizionali non sottolineano).

Questo è un momento storico molto delicato, e Matteo Renzi dev’essere bravo a gestirlo. Sì: proprio lui – che non aveva problemi a vincere quando si candidava sindaco di Firenze – ha in mano la grande responsabilità di guidare la politica nel difficile compito di costruire la propria credibilità. Il risultato di oggi, che si perfezionerà dopo i ballottaggi, dice che Renzi non ha né vinto né perso: ma deve stare veramente attento, perché gli altri avanzano e le sue parole potrebbero non bastare.

Salvatore-Todaro_avatar_1378053232-100x100 Salvatore Todaro

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